Cade nel vuoto la richiesta di La Russa e FontanaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSalvo colpi di scena maturati nella riunione dei capigruppo delle opposizioni, svoltasi ieri alla Camera, il centrosinistra è orientato a non indicare i nuovi componenti della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, nonostante la richiesta dei presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Sarà, dunque la maggioranza parlamentare a indicare i nuovi componenti. L’orientamento condiviso da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione appare ormai consolidato: nessun nuovo nome, neppure dopo la lettera con cui Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana hanno fissato per oggi il termine per ricostituire l’organismo bicamerale. La scelta affonda le radici nello scontro che da mesi paralizza la Vigilanza e che ha raggiunto il punto di rottura la scorsa settimana.

Da quasi due anni, denunciano le opposizioni, la Commissione è rimasta sostanzialmente bloccata dall’impossibilità di eleggere il presidente. La maggioranza ha continuato a sostenere la candidatura di Simona Agnes, mentre le minoranze hanno sempre negato il proprio consenso, ritenendo necessario un nome realmente condiviso e richiamando anche il nuovo quadro delineato dal Media Freedom Act europeo, che punta a rafforzare l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo. Il risultato è stato uno stallo pressoché permanente, con sedute rinviate, attività ridotte al minimo e una Commissione incapace di svolgere pienamente la propria funzione di controllo sul servizio pubblico. Per rompere quella che definiscono una "paralisi imposta dalla maggioranza", il 2 luglio la presidente Barbara Floridia, espressione del Movimento 5 stelle, ha annunciato le proprie dimissioni insieme a tutti i commissari delle opposizioni. Una scelta politica studiata per denunciare l’impossibilità di proseguire i lavori in quelle condizioni. Poche ore dopo è arrivata la risposta del centrodestra. Anche i commissari della maggioranza hanno rimesso il mandato, sostenendo però la tesi opposta: secondo le forze di governo sarebbero state proprio le opposizioni, con il loro rifiuto di eleggere il presidente, a impedire il regolare funzionamento della Commissione.