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L’intervista
di Leandro Perrotta
08 Luglio 2026, 05:00
«In questa città c’è una situazione molto seria di criminalità minorile. Ma stiamo anche mettendo in campo degli strumenti per fare quello che non è mai stato fatto per oltre mezzo secolo. Il cambiamento non arriva da un giorno all’altro». A dirlo è Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Catania. Di Bella parla di una contraddizione tutta catanese: da un lato «l’aumento dei reati legati al possesso di armi da parte dei minori. Nel 2025 sono raddoppiati sia coloro che detenevano pistole che chi aveva in uso armi giocattolo modificate». Però nel contempo «le politiche attive frutto del grande sforzo di tutte le istituzioni hanno iniziato a dare i primi risultati nel contrasto al disagio educativo». Sono giorni importanti per Di Bella e per l’istituzione che rappresenta. Ieri l’inaugurazione del murales a San Cristoforo dedicato ai “4 picciriddi”, ovvero i ragazzini di età compresa tra i 13 e i 15 anni uccisi dal clan mafioso dei Santapaola esattamente 50 anni fa. Poi nei giorni scorsi l’approvazione alla Camera della legge che viene dal suo “metodo”, ovvero “Liberi di scegliere”, per dare una seconda opportunità ai ragazzi provenienti dalle famiglie mafiose. E anche domani sarà un giorno speciale: avverrà infatti la consegna da parte della Regione siciliana dell’educandato Regina Elena di Cibali per farne la nuova sede del Tribunale. «Sarò una sede bellissima, con grandi spazi sia interni, oltre 5mila metri quadrati, che esterni, oltre 12mila. Sarà un presidio strategico antimafia. Un luogo di speranza aperto al territorio». Per farlo l’Agenzia del Demanio garantirà un finanziamento da circa 20 milioni di euro. E i lavori, secondo le previsioni dovrebbero essere completati «in circa due anni».








