Fino a metà dell’Ottocento la capitale austriaca coincideva con l’Innere Stadt, quello che la comunicazione turistica ha ribattezzato centro storico. Fu il drastico aumento demografico a permettere alla città di cambiare conformazione, attraverso l’abbattimento della cinta muraria, sostituita da Francesco Giuseppe I con la Ringstraße, il viale circolare. La decisione dell’imperatore era funzionale allo sviluppo del tessuto urbano che da quel momento non si è mai arrestato. I protagonisti di questo fenomeno sono stati i ventitré distretti che ora compongono Vienna e, in seguito, i grätzel che – di questi spazi – occupano la parte interna, e quindi più viva. La giornata (o serata) degli abitanti si concentra dunque tra le arterie di quello che in italiano si traduce come circondario, un insieme di viuzze, piazze e mercati molto lontani dall’idea di città imperiale.

Il primo grätzel che s’incontra, lasciandosi alle spalle la Ringstraße, è Spittelberg, nel settimo distretto, ed è preferito da giovani adulti e studenti che desiderano un’atmosfera informale, rilassata e creativa. Sede di bistrot vegetariani, degli immancabili beisl, trattorie in stile viennese, e di bar dove le persone si rifugiano dalle 19:30 fino a notte inoltrata, è la zona dove divertirsi e respirare l’aria di città.