Alessandro Di Battista, 47 anni, già deputato del M5s, ha creato l’associazione ‘Schierarsi’Roma, 8 luglio 2026 – L’istituzionalizzazione della destra di governo, oramai pienamente inserita nel rispetto dei vincoli e nelle dinamiche europee e internazionali, produce, quasi meccanicamente, nuovi spazi politici. Fratelli d’Italia, come prima la Lega e in parte il Movimento 5 Stelle, ha compiuto una traiettoria che potremmo definire classica: dalla radicalità identitaria anti-establishment alla responsabilità di governo e ad un nuovo realismo programmatico. Una volta entrata nella stanza dei bottoni, la destra di Giorgia Meloni ha dovuto accettare coordinate difficilmente eludibili: il perimetro europeo, la collocazione atlantica, i vincoli di finanza pubblica. È un adeguamento necessario per chi governa una potenza media in una fase internazionale turbolenta. Tuttavia, ogni adattamento lascia scoperti dei segmenti di domanda politica.
È in questo spazio che si inserisce la crescita di figure come Roberto Vannacci. Il suo successo non va letto come un fenomeno puramente personale o mediatico, ma come l’emersione di un’area di scontento nella destra elettorale: quella che percepisce il governo come troppo prudente sui migranti, troppo conciliatorio con l’Unione europea, troppo allineato alle strategie della Nato. In altri termini, una destra che ritiene tradito l’impulso originario e cerca nuovi interpreti della radicalità. Il fenomeno non si esaurisce a destra.







