<p>Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Il presidente Usa Donald Trump torna ad accusare la Nato come in un ring politico e, dal vertice di Ankara, riapre la frattura con gli alleati europei.
Accusa Italia, Germania, Francia e Regno Unito di aver lasciato soli gli Stati Uniti durante l'operazione militare contro l'Iran.
Rilancia la minaccia di ritirare «tutte» le truppe americane (circa 95 mila militari) dall'Europa.
E rimette in discussione il principio stesso della solidarietà atlantica. «Abbiamo investito nella Nato: gli alleati dovrebbero essere disposti a dare una mano», ha detto il tycoon, per poi accusare l'Alleanza di avergli «voltato le spalle». </p><p>Ma mentre il presidente americano camminava sul tappeto verde acqua per stringere la mano al suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, l'industria della difesa faceva quello che tutti si auguravano riuscisse a essere fatto: firmava accordi miliardari destinati a rafforzare la base industriale militare transatlantica, partendo da un piano da oltre 40 miliardi di dollari, da mettere a terra nei prossimi cinque anni, per sviluppare sistemi di difesa contro i droni.</p><p>È il contraltare del vertice politico.















