Santa Giusta.08 luglio 2026 alle 01:38Andrea Giuntoli dovrà scontare una pena di 15 anni, più 3 di libertà vigilata
Impassibile alla lettura della sentenza. Una stretta di mano ai suoi avvocati, subito Andrea Giuntoli torna in carcere: sulle spalle il peso di una condanna a 15 anni per l’omicidio di Francesco Salis, il compaesano 44enne ucciso con una fucilata nell’agosto 2024. Il verdetto della giudice Serena Corrias è arrivato ieri, con la condanna anche a tre anni di libertà vigilata, un’ammenda di 500 euro, spese processuali, una provvisionale di 50mila euro ciascuno per i due fratelli e la sorella della vittima e risarcimento danni, da stabilire in sede civile.
In Aula
Ieri spazio alle repliche con gli avvocati di parte civile Fabio Costa e Luciano Rubattu che hanno ribadito i concetti già espressi durante la discussione in cui avevano escluso che Giuntoli avesse agito per legittima difesa. Hanno parlato di un regolamento di conti dopo la discussione al bar nata perché Salis non avrebbe gradito le attenzioni riservate dall’operaio a sua nipote. Per i legali si è trattato di «una scelta lucida» che non ha lasciato scampo a Salis colpito a distanza ravvicinata con una fucilata all’addome in via Dante, dove aveva accompagnato la nipote all’appuntamento con Giuntoli. L’operaio li aspettava fuori dalla sua Giulietta, dove oltre al fucile aveva anche un coltello a serramanico e una mazza da baseball. Gli avvocati hanno stigmatizzato la scelta di denigrare in qualche modo la vittima perché faceva uso di sostanze visto che – hanno evidenziato i legali – anche l’imputato aveva ammesso di farne uso. I difensori Patrizio Rovelli e Marina Caria, invece, hanno ribadito gli elementi a sostegno della legittima difesa a iniziare dal fatto che Salis avesse in mano una roncola quando era arrivato in via Dante urlando il nome di Giuntoli. Subito dopo lo sparo a riprova del fatto, secondo la difesa, che i due fossero vicini e che l’imputato abbia solo cercato di difendersi da un'aggressione con la roncola, arma che può essere letale. Infine la richiesta di assoluzione dall’accusa di omicidio volontario e in subordine la riqualificazione in omicidio colposo. Il pm Lorenzo Cosseddu aveva chiesto la condanna a 11 anni riconoscendo le attenuanti generiche. Il verdetto è stato accolto nel più totale silenzio dai familiari della vittima e da quelli dell’imputato. I difensori hanno ammesso un po’ di delusione per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della legittima difesa, della riqualificazione in omicidio colposo. Annunciano ricorso in Appello. Grande soddisfazione per le parti civili proprio perché non sono state riconosciute le attenuanti generiche ed è stata accolta la loro impostazione.







