Emilio Vallebona, Aou Cagliari08 luglio 2026 alle 01:39
«In periodi di elevate temperature e umidità ambientali il nostro sistema di termoregolazione (la capacità di mantenere costante la nostra temperatura corporea) viene messo a dura prova. Si va da lievi malesseri fino a quadri gravi di ipertermia e perdita di coscienza, il cosiddetto colpo di calore», spiega Emilio Vallebona, direttore della SC di Medicina generale e d’urgenza del Policlinico ‘D. Casula’: «Il colpo di calore si verifica quando la temperatura corporea supera i 40°C. È un’emergenza medica e può portare a gravi danni all’organismo, fino alla morte, se la temperatura interna non viene ridotta immediatamente. Negli ultimi anni, con la tropicalizzazione del clima, abbiamo ricoverato nel nostro reparto un discreto numero di persone con danni da elevate temperature, anche gravi fino al colpo di calore».
«Il colpo di calore», prosegue il medico, «si verifica solitamente dopo esposizione prolungata al sole e spesso durante le ondate di calore. Gli individui con regolazione termica corporea compromessa, come ad esempio gli anziani e i bambini, sono più soggetti a questa evenienza, anche in assenza di temperature ambientali estreme. Il colpo di calore da sforzo è associato a sforzo fisico in un ambiente caldo».







