Torna alta la tensione tra Usa e Iran. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato ieri sera con un post su X di aver iniziato a sferrare «una serie di potenti attacchi contro l'Iran» in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz. «L'aggressione dell'Iran – hanno scritto – è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco». Non è chiaro quale sia stato l'obiettivo specifico degli attacchi americani ma i media iraniani hanno riferito che sei proiettili hanno colpito l'area del molo di Taheroui, a Sirik, nell'Iran meridionale. Si tratta dei primi attacchi militari Usa dalla fine di giugno, quando si verificarono diversi giorni di attacchi e contrattacchi tra le due parti.

Washington ha anche reintrodotto le sanzioni economiche sul petrolio iraniano. «Come hanno ripetutamente affermato Trump e l'amministrazione, il memorandum d'intesa in vigore con l'Iran è interamente basato sui risultati: Teheran otterrà benefici solo se darà prova di una condotta corretta», ha spiegato ad Axios un funzionario sottolineando che «le azioni dell'Iran nello stretto di Hormuz sono del tutto inaccettabili per gli Stati Uniti e non resteranno impunite». In risposta, il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato l'articolo 10 del Memorandum d'intesa: la decisione, presa meno di 20 giorni dopo la firma del memorandum, dimostra «malafede» e prova che non ci si poteva fidare dell'amministrazione statunitense.