Tra gli indagati c'è anche un messinese: Sergio Romeo, 57 anni. Il suo nome compare nell'inchiesta della Procura di Roma su un presunto circuito di spionaggio al servizio della Russia che ha già portato all'arresto di due ex appartenenti all'intelligence italiana, Gavino Raoul Piras, 59 anni, sassarese, e Vincenzo Di Pasquale, 59 anni, originario di Matera.
Oltre a Romeo, risultano indagati Davide Piantanida, 46 anni, di Foggia; Gianluca Nardella, 47, anche lui foggiano; Giuseppe Tempesta, 55, di Bari; e Antonio Guerra, 69, barese.
L'indagine, coordinata dagli inquirenti romani e affiancata dall'attività di controspionaggio dell'Aisi, delinea un quadro in cui l'apparato russo nel Paese sarebbe tutt'altro che dormiente, mentre la risposta italiana si mantiene serrata.
Sul tavolo ci sono due facce della stessa medaglia: da un lato la Sigint, l'intercettazione delle comunicazioni fino all'uso di spyware; dall'altro la Humint, la via “classica” della corruzione di addetti con accesso a informazioni militari e strategiche.
Lo schema che emerge richiama precedenti noti. Nel 2021 l'ufficiale di Marina Walter Biot fu arrestato in flagranza mentre consegnava documenti riservati a funzionari dell'ambasciata russa in cambio di denaro. Anche ora l'iniziativa di acquisire informazioni, secondo gli inquirenti, sarebbe partita dalla rappresentanza diplomatica di Mosca.











