7 Luglio 2026 – Lettura: 2 minuti
L’ineleggibilità è stata ridotta a 15 mesi, già scontati perché decorrevano dal 31 marzo 2025. E la pena detentiva è scesa a un anno di domiciliari con il braccialetto elettronico.
Tre anni di carcere, di cui due sospesi, e 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici, di cui 30 sospesi: la sentenza di appello ha confermato la colpevolezza di Marine Le Pen per i reati di appropriazione indebita di fondi pubblici europei, in qualità di eurodeputata, e di complicità nell’appropriazione indebita di fondi pubblici, come presidente del partito. Al tempo stesso però permette – in teoria – alla leader del Rassemblement National di candidarsi alle Presidenziali francesi del 2027. Ecco perché.
Ha già scontato i 15 mesi di ineleggibilità rimasti
Le Pen in primo grado era stata condannata all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, con applicabilità immediata. Accadeva il 31 marzo 2025: la presidente del RN ha dunque già scontato i 15 mesi di ineleggibilità. Tornerebbe a essere incandidabile in caso di revoca della condanna a 30 mesi con sospensione della pena.






