Hong Kong torna al centro della strategia finanziaria di Pechino, dopo che la banca centrale cinese ha deciso di rafforzare la liquidità in yuan disponibile per le banche locali, con l’obiettivo di sostenere i prestiti in renminbi, ampliare l’offerta di strumenti finanziari offshore e consolidare il ruolo della città come piattaforma internazionale per l’uso della valuta cinese fuori dalla Cina continentale. La mossa si inserisce in una linea già visibile nei mesi scorsi, con nuove emissioni di titoli della banca centrale a Hong Kong pensate per sostenere il mercato offshore dello yuan e rendere più profondo il suo mercato obbligazionario.

Il nuovo asse con Pechino.

Il messaggio politico-finanziario è molto chiaro: Hong Kong deve restare la vetrina globale dello yuan. La People’s Bank of China ha promesso di aumentare a 200 miliardi di yuan la propria facility di liquidità per l’HKMA, cioè l’autorità monetaria di Hong Kong, così da facilitare il credito in valuta cinese alle banche della città. Nello stesso quadro rientrano l’ipotesi di nuove emissioni di bond sovrani in yuan e lo studio di futures sui titoli di Stato da quotare a Hong Kong, strumenti pensati per attrarre investitori internazionali che vogliono esporsi alla moneta cinese senza passare dal mercato interno della Cina continentale.