La Cina non poteva stare a guardare, così ha deciso di entrare nell’arena mondiale delle stablecoin, le criptovalute stabilmente ancorate in genere a una divisa nazionale.
Il 1° agosto Hong Kong ha fatto da apripista e quando l’hub finanziario, sempre più strategico per la Cina, ha varato l’annunciata ordinanza sulle stablecoin di Hong Kong s’è capito che qualcosa stava cambiando in fretta nello scenario più ampio che la connette alla Cina continentale.
Anche Pechino infatti sta per varare a fine mese, molto probabilmente al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco, una sorta di alternativa regionale alla Nato sul versante sicurezza capitanata dalla Cina) una stablecoin: una criptovaluta progettata per mantenere un valore costante, ancorata allo yuan, la moneta nazionale non convertibile.
Obiettivi strategici
Per la Cina il ribaltone si sta rivelando essenziale per espandere la propria moneta, nonostante i limiti intrinseci,...








