Lo Scettro del Re, il gelato da 95 euro della gelateria Mokambo, ha acceso il dibattito online. Ma dietro il prezzo c’è una lavorazione lunga e una tradizione che affonda le sue radici nel 1840. Vincenzo Paparella, responsabile insieme alla sorella Giuliana della gelateria, racconta a Fanpage.it la storia del locale e il valore dell’artigianalità.
Gelato Scettro del Re della gelateria Mokambo
Ha fatto discutere il prezzo dello Scettro del Re, il gelato da 95 euro della gelateria Mokambo di Ruvo di Puglia, finito al centro di una polemica online. Ma c’è chi arriva da lontano proprio per provare questa esperienza: alcuni clienti hanno raccontato di essere partiti anche da Bergamo in giornata per assaggiare il gelato della storica gelateria pugliese, mentre altri, dopo averlo provato, hanno sostenuto che il prezzo sia persino troppo basso rispetto al lavoro e alla ricerca che ci sono dietro. Mokambo, però, non nasce con lo Scettro del Re. La sua storia affonda le radici nel 1840 e attraversa quattro generazioni di una famiglia che ha trasformato la gelateria artigianale in una ricerca continua sulle materie prime. Mokamba è stata premiata dal Gambero Rosso con i Tre Coni ed è stata inserita anche nelle classifiche dedicate alle migliori gelaterie italiane di Dissapore. Fanpage.it ha intervistato Vincenzo Paparella, che oggi gestisce Mokambo insieme alla sorella Giuliana, per capire cosa si nasconde dietro il gelato diventato virale, dalla scelta degli ingredienti alla lavorazione, fino alla storia di una famiglia che continua a produrre gelati senza ingredienti industriali.












