TREVISO - Non si trovava nei pressi del Plenus per molestare i titolari, violando il divieto di avvicinamento, ma perché era andato a bere in un altro locale in via Bergamo, a 350 metri di distanza. E quindi manca il movente per poter dire che non aveva volontariamente rispettato il provvedimento del giudice.

Ecco dunque che ieri mattina Mattia Cenedese, il 37enne già condannato a un anno e 2 mesi per stalking nei confronti dei titolari del Plenus, e tutt'ora sotto accusa per l'aggressione al direttore generale dell'Usl 7 Carlo Bramezza, è stato assolto per la particolare tenuità del fatto.La vicenda era relativa all'arresto avvenuto il 25 aprile scorso dopo che Cenedese era stato trovato dalla polizia a 350 metri dal locale: aveva con sé già la valigia pronta e aveva detto agli agenti che era «meglio andare in carcere che restare a casa a vivere con mia madre». LA VICENDA Il 37enne aveva lavorato all'interno del Plenus ma era stato licenziato per i suoi comportamenti un po' sopra le righe. Dall'ottobre 2023, proprio per aver perso il lavoro, aveva iniziato una vera e propria campagna di persecuzione ai danni dei suoi titolari fatta di appostamenti con tanto di agguati nell'orario di chiusura conditi da atti vandalismo come bucare le ruote dell'auto dei suoi ex datori di lavoro.Il culmine di questa persecuzione (quella che poi ha portato alla condanna, già diventata definitiva, ndr) era accaduto il 19 luglio dell'anno scorso quando Cenedese, nonostante avesse già ricevuto un ammonimento del questore il 12 giugno, si è presentato nel locale per vendicarsi, costringendo i clienti a scappare o a rifugiarsi nei bagni prima di distruggere qualsiasi cosa che gli capitava a tiro. Fatti per i quali era stato allontanato dal giudice sia dal locale che dai suoi proprietari e che lo aveva fatto finire in carcere proprio per non aver rispettato quel dispositivo. L'AGGRESSIONE È del 19 agosto scorso, invece, l'aggressione al direttore generale dell'Usl 7 Carlo Bramezza. Il fatto è accaduto attorno le 19.15, quando Cenedese stava passeggiando, già alterato, in via Martiri della Libertà con la bici sottobraccio. In quel momento anche Bramezza si trovava sul posto. I due non si conoscevano, ma avrebbero iniziato a discutere per una questione relativa alla viabilità. Il 37enne insisteva sul fatto di poter attraversare quel tratto come preferiva con la sua bici. «Sono stato preso a calci e pugni in modo improvviso», aveva però spiegato il manager, rimasto sotto osservazione in ospedale per 12 ore dopo le ferite subite.Cenedese lo aveva infatti affrontato e colpito a più riprese, lasciandolo a terra dove era stato soccorso da alcuni commercianti della zona e dai passanti che si erano fermati a dargli una mano, sgomenti per quanto accaduto. L'aggressione gli era costata un taglio all'orecchio, uno zigomo rotto ed ematomi al torace per i quali ora sono stati previsti 21 giorni di prognosi. Cenedese, per quel fatto, venne arrestato in piazza Crispi tre ore più tardi.