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Stefano Righi

Tre alternative davanti a Siena. Oltre a Intesa e Banco Bpm, rimane la carta Unicredit, che venerdì scorso ha chiuso l’offerta pubblica di scambio sulla tedesca Commerzbank e ora può anche guardare all’Italia

Giovedì della prossima settimana, 16 luglio, si riunirà il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena. Da domenica 7 giugno, il giorno in cui Intesa Sanpaolo annunciò la volontà di lanciare un’offerta pubblica di scambio sulla banca senese, sarà la terza riunione. La prima, già calendarizzata, si tenne l’8 giugno, a caldo. La seconda, il 22, venne dedicata a operazioni che riguardavano Mediobanca Premier e Widiba. Ora, sul tavolo degli amministratori di Mps restano due proposte da analizzare approfonditamente: una circostanziata firmata da Carlo Messina per il gruppo Intesa, ex articolo 102 del Tuf, un’altra aperta a molte variabili e per diversi aspetti indefinita, firmata da Giuseppe Castagna per il gruppo Banco Bpm.Tecnicamente le due istanze non sono confrontabili, vista l’indeterminatezza di una, ma il cda del Monte dei Paschi ha il dovere di esaminarle entrambe e di esprimere un giudizio compiuto. Cosa che forse solamente in parte avverrà la prossima settimana. Il percorso che attende il consiglio del Monte e il suo amministratore delegato Luigi Lovaglio, non è infatti né semplice né breve.