TRENTO. La Giunta comunale ha approvato in via straordinaria e sperimentale uno schema-tipo di «accordo di collaborazione per la convivenza e il decoro urbano», per affrontare in modo nuovo la malamovida.

Il provvedimento (delibera n. 168 del 22 giugno) non introduce un accordo già operativo, ma un modello che i servizi comunali proporranno di volta in volta a residenti e gestori delle zone critiche. Invece delle sole ordinanze contingibili e urgenti - che, ammette la delibera, hanno alleviato il problema solo in parte - si punta sull'accordo pubblico-privato dell'art. 11 della Legge 241/1990, con la firma demandata al Comandante della Polizia locale. L'intesa si fonda sulla reciprocità.

L'esercente assume obblighi puntuali: chiusura anticipata con sgombero degli avventori, rispetto del perimetro del plateatico, messa in sicurezza degli arredi, divieto di diffusione sonora salvo specifici eventi, pulizia entro le 8 del mattino, sensibilizzazione dei clienti.

In cambio, il Comune valuta l'ampliamento del suolo pubblico in concessione e autorizzazioni per un numero limitato di eventi estivi.

Ai residenti si chiede civile convivenza col gestore, di risolvere in via bonaria le controversie e di individuare un referente unico: il punto più delicato è che azioni legali, esposti o petizioni restano subordinati al preventivo recesso dall'accordo. Il rispetto dei patti è garantito da un sistema sanzionatorio progressivo, che arriva fino alla risoluzione dell'accordo alla terza violazione.