La prevenzione entra in carcere: la certificazione di un diritto che non deve conoscere confini. L'Asl Città di Torino ha potenziato il progetto regionale “Prevenzione Serena” presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, estendendo per la prima volta in modo strutturato i programmi di screening oncologico alla popolazione detenuta. Il tasso di adesione appare buono, l'obiettivo è coinvolgere tutti i 1500 detenuti. Prevenzione Serena in carcere: l'obiettivo del progetto regionale Promosso dalla Regione, il progetto rappresenta un passo significativo nell'ambito della collaborazione tra Sistema Sanitario Regionale e Amministrazione Penitenziaria. Obiettivo: garantire pari opportunità di accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce anche alle persone detenute in carcere. Quali screening oncologici sono offerti ai detenuti Il programma prevede l'offerta gratuita e periodica degli screening oncologici per: Tumore della mammella (donne 50-69 anni con cadenza biennale) Tumore della cervice uterina (donne 25-29 ogni 3 anni e 30-64 anni ogni 5 anni) Tumore del colon-retto (uomini e donne 50-69 anni con cadenza biennale). Screening e attività di informazione e sensibilizzazione Attraverso esami come mammografia, test Hpv e ricerca del sangue occulto nelle feci, il progetto consente di intercettare precocemente eventuali patologie, aumentando le possibilità di intervento tempestivo ed efficace. Non solo controlli. Accanto gli screening, sono previste: attività di informazione e sensibilizzazione colloqui individuali con personale sanitario qualificato incontri di educazione alla salute monitoraggio costante dell'adesione e degli esiti diagnostici. Il progetto del Piemonte per gli screening oncologici nelle carceri Il Piemonte fa scuola Il progetto è il risultato della stretta collaborazione tra la Struttura complessa assistenza sanitaria penitenziaria e l'Unità di valutazione e organizzazione screening dell'Asl. In Italia L'iniziativa si inserisce in un contesto nazionale ancora disomogeneo, dove i programmi di screening in ambito penitenziario risultano attivi solo in alcune realtà regionali. Il valore distintivo del progetto torinese risiede nell'offerta completa di tutti gli screening oncologici previsti a livello regionale, garantita all'intera popolazione detenuta dell'Istituto. Le dichiarazioni dell'Asl Torino e della Città della Salute sulla prevenzione in carcere «La prevenzione rappresenta un pilastro fondamentale del nostro sistema sanitario: consente di intercettare precocemente i bisogni di salute e di ottimizzare l'impiego delle risorse disponibili. In quest'ottica, l'Asl Città di Torino si impegna ogni giorno per assicurare i percorsi di screening a tutta la popolazione e ora anche a quella carceraria», spiega il direttore generale dell'Asl Città di Torino, Carlo Picco. «Un progetto destinato a tutte le persone che vivono le loro fragilità all'interno di un ambito penitenziario con l'obiettivo di garantire loro pari opportunità di accesso alla prevenzione ed alla diagnosi precoce», aggiunge il direttore generale di Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida. Equità di accesso alla salute: il valore della prevenzione in ambito penitenziario «L'estensione del programma “Prevenzione Serena” alla popolazione detenuta rappresenta un passo concreto verso l'equità di accesso ai servizi sanitari. Portare gli screening oncologici all'interno dell'ambiente penitenziario significa intercettare precocemente i bisogni di salute anche in contesti complessi, garantendo pari opportunità di prevenzione e diagnosi», precisa il direttore sanitario della Struttura complessa assistenza sanitaria penitenziaria dell'Asl Città di Torino, dottoressa Paola Rapetti. Mentre Livia Giordano, responsabile del Programma 1 della Città della Salute e della Scienza di Torino ed Elisa Ordini, dirigente professioni sanitarie area penitenziale dell'Asl, sottolineano «l'importanza della collaborazione tra istituzioni e servizi sanitari che ha reso possibile questo progetto di screening oncologico: mette insieme pratiche e procedure già esistenti ma in precedenza frammentate».