Contro le recensioni false online arrivano le nuove regole dell'Antitrust. Ma lo scontrino non diventa, come potrebbe sembrare, un lasciapassare obbligatorio per poter esprimere un giudizio: è una delle prove che possono dimostrare l'effettivo acquisto o utilizzo di un prodotto o di un servizio, insieme al numero d'ordine o di prenotazione, a un link inviato dopo l'acquisto, all'accesso dall'area riservata del cliente o a sistemi di validazione come QR code e OTP. Lo schema di linee guida dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato è ora sottoposto a consultazione pubblica, aperta fino al 15 luglio. Le indicazioni danno attuazione alla legge annuale sulle piccole e medie imprese, la legge 11 marzo 2026 numero 34, che interviene sulle recensioni relative alla ristorazione, alle strutture ricettive e termali e alle attrazioni turistiche in Italia. Ma l'Antitrust chiarisce che i principi possono trovare applicazione, in linea generale, anche negli altri settori merceologici. Gli adempimenti dovranno comunque essere proporzionati alla natura dell'attività e alle dimensioni economiche dell'impresa. Per le grandi piattaforme, che dispongono di maggiori risorse e possono essere esposte a un rischio più elevato di attività fraudolente, questo potrebbe significare l'impiego di strumenti più sofisticati. Le linee guida indicano sistemi automatizzati capaci di individuare anomalie, per esempio molte recensioni pubblicate in poco tempo dallo stesso indirizzo IP o la presenza di schemi linguistici ripetitivi. Il rilevamento di un'anomalia, però, non dovrebbe comportare la cancellazione automatica della recensione: il contenuto dovrebbe essere sottoposto a una verifica ulteriore e tempestiva. «Le recensioni genuine, veritiere e rilevanti possono orientare utilmente le scelte economiche dei consumatori, accrescendone la fiducia nel corretto funzionamento del mercato e stimolando al contempo una concorrenza efficace e non falsata tra le imprese», scrive l'Antitrust. La definizione adottata è molto ampia e comprende «qualsiasi giudizio, apprezzamento o valutazione espressa online, in qualsiasi forma, dai consumatori in relazione a beni o servizi o alle qualità e prestazioni del professionista che li offre». Le regole distinguono tra le imprese che consentono ai clienti di recensire direttamente i propri beni e servizi e le piattaforme che pubblicano o gestiscono recensioni relative all'offerta di terzi. I consumatori dovranno essere informati in modo chiaro sulle modalità con cui i giudizi vengono raccolti, pubblicati, classificati e moderati, sui criteri utilizzati per definirli «verificati» o «autentici» e sull'eventuale presenza di recensioni incentivate. Le piattaforme dovranno inoltre prevedere procedure tempestive e trasparenti per la gestione dei reclami e la rimozione dei contenuti illeciti. L'acquisto e la cessione di recensioni, apprezzamenti o interazioni sono vietati. Le imprese dovrebbero inoltre astenersi da qualsiasi pratica in grado di manipolare il giudizio complessivo mostrato agli utenti: niente recensioni negative occultate o rimosse perché sgradite, pressioni per scoraggiare i commenti critici, modelli precompilati di recensioni positive o sistemi di moderazione utilizzati per indurre il consumatore a modificare o cancellare un giudizio già pubblicato. Le prime reazioni delle associazioni sono contrastanti. Udicon e Federconsumatori accolgono favorevolmente l'intervento. Per Federconsumatori potrebbe significare «vita breve per le recensioni false o fornite su commissione», mentre Udicon parla di «un segnale importante per il mercato». Soddisfatta anche Fiepet Confesercenti. «Le linee guida dell'Antitrust sulle recensioni online sono un passo avanti importante: lo scontrino come prova dell'effettivo acquisto era per noi un punto irrinunciabile», afferma il presidente Giancarlo Banchieri. «Le recensioni false danneggiano due volte: ingannano i consumatori e penalizzano gli esercizi che lavorano con serietà, alterando la concorrenza». Per Banchieri, ora la partita si sposta sull'applicazione concreta e sulla rapidità con cui le piattaforme adegueranno i propri sistemi. Di segno opposto il giudizio dell'Unione Nazionale Consumatori. «Purtroppo, le linee guida dell'Antitrust sono vincolate al rispetto della legge 11 marzo 2026, n. 34, alla quale ovviamente non possono derogare», afferma il presidente Massimiliano Dona. Una normativa che definisce «assurda e anacronistica» perché, sostiene, rischia non tanto di eliminare le recensioni false quanto di rendere più macchinoso e gravoso pubblicare anche quelle autentiche. Secondo Dona, il pericolo è che la disciplina finisca per ostacolare la libera critica dei consumatori e proteggere il settore alberghiero dai giudizi negativi. Critico anche il Codacons, che definisce le linee guida un «pannicello caldo». Secondo l'associazione, il 77 per cento degli italiani legge i commenti degli altri utenti prima di acquistare un bene o un servizio o di prenotare un albergo o un ristorante, mentre a livello globale le recensioni influenzerebbero consumi per circa 152 miliardi di dollari l'anno. Proprio per questo, il Codacons considera insufficienti semplici indicazioni di principio nei settori non direttamente disciplinati dalla legge 34 del 2026 e chiede un intervento più profondo, anche alla luce dell'intelligenza artificiale, che rende sempre più semplice produrre in massa falsi giudizi positivi o negativi. È uno dei punti su cui si giocherà l'efficacia delle nuove regole. Rendere più difficile la pubblicazione di una recensione falsa senza scoraggiare chi vuole raccontare un'esperienza reale. Una linea sottile che l'Antitrust prova ora a tracciare, mentre piattaforme, imprese e associazioni dei consumatori hanno tempo fino al 15 luglio per contestarla o chiedere di spostarla.