“Viviamo in un contesto geopolitico e macroeconomico complesso, nel quale l’Italia sta dimostrando una tenacia straordinaria. Ma la tenacia da sola non basta se non è sostenuta da un’infrastruttura di protezione che consenta a famiglie e imprese di guardare al domani con serenità e ottimismo e che garantisca al sistema socioeconomico le risorse necessarie da investire con coraggio. È in questo spazio che si inserisce la missione sociale ed economica del settore assicurativo”. Così Giovanni Liverani, presidente dell’associazione di settore Ania, sintetizza il ruolo che le compagnie si trovano a svolgere oggi. Parole che identificano il settore come motore di stabilità e pilastro della nuova normalità sociale.
Liverani declina questa missione partendo da una forte spinta riformatrice sulla gestione delle grandi emergenze sistemiche del Paese, a cominciare dalle catastrofi naturali in un’Italia strutturalmente esposta, ma ancora profondamente sotto-assicurata. Sul tavolo mette alcune proposte: “Da un lato è necessario rivedere il perimetro dei rischi da cui gli imprenditori devono essere obbligatoriamente assicurati, comprendendo con gli opportuni aggiustamenti eventi che inizialmente non venivano considerati necessari nonché prolungando e ridisegnando la copertura riassicurativa pubblica fornita dalla Sace. Dall’altro occorre estendere al più presto l’obbligatorietà di copertura delle residenze private, quantomeno a quelle che hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi incentivi fiscali o dei contributi per le diverse forme di ristrutturazione edilizia”.













