«Abbiamo fiducia nella giustizia e che si arrivi a una decisione giusta». Sono le parole di Rachele Colalongo, vedova del carabiniere Giovanni D’Alfonso, arrivata questa mattina, martedì 7 luglio, ad Alessandria per assistere all’ultima udienza del processo per la sparatoria alla Cascina Spiotta del 1975.

Da allora, dalla morte del marito, la donna, che vive in Abruzzo, non era più tornata ad Alessandria. In aula con lei il figlio Bruno e le figlie Cinzia e Sonia. «Ho pensato sempre tanto a quello che è accaduto. Non si può dimenticare niente, perché la figura e la presenza di mio marito sono sempre state molto importanti per tutta la famiglia e per i miei figli», ha raccontato prima dell’udienza. Si attende la sentenza Con le repliche della pubblica accusa si è aperta oggi l’ultima udienza del processo ai tre ex brigatisti Lauro Azzolini, Renato Curcio e Mario Moretti per lo scontro a fuoco alla Cascina Spiotta, dove il 5 giugno 1975 perse la vita il carabiniere Giovanni D’Alfonso. In quell’occasione morì anche la brigatista Mara Cagol, moglie di Curcio. I pm Emilio Gatti e Ciro Santoriello hanno chiesto 21 anni di reclusione per Azzolini, presente durante la sparatoria e riuscito a fuggire, e l’ergastolo per Curcio e Moretti. La Corte d’Assise di Alessandria, presieduta dal giudice Paolo Bargero, si è ritirata in camera di consiglio. La sentenza è attesa nel pomeriggio.