Roma, 7 lug. (askanews) – Una piccola lucertola sopravvive da tempo su uno scoglio vulcanico al largo di Filicudi, in uno degli ambienti più isolati del Mediterraneo. È la Podarcis raffonei, conosciuta come lucertola delle Eolie: una specie rarissima, presente solo in pochi nuclei dell’arcipelago, oggi al centro di uno studio internazionale coordinato dall’Università di Ferrara.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Heredity, porta alla luce un dato sorprendente: una delle popolazioni analizzate, quella dello scoglio La Canna, presenta il livello di diversità genetica più basso finora osservato in un eucariote selvatico studiato a livello genomico. In media,le ricercatrici e i ricercatori hanno individuato un solo sito variabile ogni 300 mila basi del genoma.
La ricerca si è concentrata su due popolazioni di lucertola delle Eolie, presenti a La Canna e a Strombolicchio, confrontandole con una specie affine e molto più diffusa, la lucertola siciliana. L’obiettivo era indagare il rapporto tra diversità genomica e carico genetico, cioè l’accumulo di mutazioni potenzialmente dannose, in popolazioni molto piccole e isolate.
“Questa popolazione rappresenta un caso straordinario per la genomica della conservazione”, spiega Maeva Gabrielli, prima autrice dello studio, già postdoc all’Ateneo ferrarese e oggi al Centre de Recherche sur la Biodiversité et l’Environnement di Tolosa. “La sua variabilità genetica è così ridotta da renderla estremamente fragile, ma allo stesso tempo ci permette di studiare fino a che punto una popolazione naturale può persistere nonostante una forte erosione genetica”.









