In linea generale i partiti che costituiscono l’ossatura del buon governo, si configurano quali associazioni di cittadini con una specifica finalità pubblica, le quali, in pluralità, concorrono a determinare la politica nazionale o territoriale. Hanno la missione di articolare le preferenze politiche attraverso il voto e selezionare e preparare il personale politico agli incarichi pubblici elettivi.
Essi rappresentano il modus principale per dare soluzione alle istanze sociali, consentendo al popolo nelle sue varie declinazioni, di poter controllare quel pactum di fiducia tra elettore ed eletto creatosi nel momento del voto in base al quale l’eletto dovrà rendere conto all’elettore dei risultati ottenuti allo scadere del mandato operativo svolto.
L’art. 49 Cost. si occupa del diritto di ogni cittadino di associarsi liberamente in partiti “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.Il predetto articolo non ha trovato ancora attuazione soprattutto nel regolamentare “il metodo democratico” – che costituisce il simbolo identitario di ogni partito – per svolgere ed indirizzare la buona politica a scelte oculate.
Tale omissione ha consentito ai partiti di operare senza alcuna reale forma di controllo e garanzia, di gestire in piena autonomia tanto il rapporto esterno con l’ordinamento giuridico, quanto quello interno con gli iscritti con l’effetto di espandere la loro capacità di intervento sul versante delle istituzioni.









