Un giudice per le indagini preliminari (gip) di Torino ha accolto la richiesta di archiviazione fatta dalla procura per le accuse di truffa ai danni dello stato e dichiarazione infedele nei confronti dei fratelli Ginevra e Lapo Elkann relative al complesso caso dell’eredità della famiglia Agnelli. Sono state archiviate anche le accuse nei confronti del notaio svizzero Urs Robert von Grünigen, mentre il gip ha disposto l’imputazione coatta nei confronti di John Elkann e del commercialista della famiglia, Gianluca Ferrero. Significa che ha obbligato la procura a formulare delle accuse contro di loro nonostante la richiesta di archiviazione.
Secondo la procura Ginevra e Lapo Elkann e von Grünigen non sarebbero stati consapevoli dell’eventuale illegalità delle proprie azioni perché sarebbero stati ingannati da Ferrero e John Elkann. Per loro due l’accusa è stata cambiata da “dichiarazione infedele” a “dichiarazione fraudolenta” (più grave della prima) e l’udienza preliminare sarà l’11 settembre. Le decisioni del gip risalgono a dicembre scorso ma sono state rese note ora perché la Cassazione ha respinto un ricorso di John Elkann contro la sua imputazione coatta.
I fratelli Ginevra, Lapo e John Elkann sono i figli di Alain Elkann e di Margherita Agnelli, figlia di Gianni Agnelli, a lungo capo della Fiat e uno degli industriali più ricchi e importanti d’Italia. L’inchiesta che coinvolgeva i fratelli (e ora solo John Elkann e Ferrero) riguarda la possibilità che gli imputati abbiano dichiarato falsamente che Marella Caracciolo di Castagneto, moglie di Gianni Agnelli e madre di Margherita, fosse residente in Svizzera. È una questione di per sé marginale nella vicenda dell’eredità di Gianni Agnelli, ma potrebbe avere ripercussioni molto più ampie.










