La procura di Torino ha chiuso le indagini sulla vicenda dell’eredità Agnelli. Dopo quasi tre anni di inchiesta, i pm hanno chiesto al giudice per l’indagini preliminare l’archiviazione parziale per John Elkann (per il quale sarà proposta al gip la messa alla prova sulle altre contestazioni) e l’archiviazione integrale per i suoi fratelli Lapo e Ginevra. Verso il processo invece il notaio Remo Morone e il commercialista (e presidente della Juventus) Gianluca Ferrero, per cui è stata accolta la richiesta di patteggiamento.

La Procura di Torino ha espresso parere favorevole alla richiesta di sospensione del procedimento, con messa alla prova, di John Elkann, per la parte non archiviata. La scelta di Elkann non rappresenta alcuna ammissione degli addebiti formulati dai pm.

La vicenda ruota intorno all’eredità di Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli. I reati contestati sono – a vario titolo – quelli di dichiarazione infedele, truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Gli Elkann hanno versato all’erario circa 183 milioni, somma che estingue integralmente il debito con il fisco. L’ammontare comprende anche sanzioni e interessi.

"Le determinazioni dei pubblici ministeri aprono la possibilità di concludere con celerità e definitivamente una vicenda dolorosa, evitando ulteriori conseguenze sul piano personale e familiare", ha affermato in una nota nota Paolo Siniscalchi, legale dei fratelli Elkann. "La richiesta di John Elkann di messa alla prova si colloca in questo quadro e non comporta, come del resto la definizione con il fisco, alcuna ammissione di responsabilità - prosegue il legale - se tale proposta sarà accolta il procedimento a suo carico sarà sospeso e all'esito positivo della prova si concluderà con una sentenza di estinzione di tutti i reati per i quali John Elkann è attualmente indagato, risultato analogo a quello relativo alle posizioni dei suoi fratelli Ginevra e Lapo, per i quali è stata chiesta l'archiviazione”. Infine, Siniscalchi ha ricordato che “sul tema della residenza di Marella Agnelli, va sottolineato che Donna Marella era residente all'estero sin dagli anni Settanta e tale scelta non è mutata negli ultimi anni di vita, quelli oggetto di indagine, condizionati dall'aggravamento delle sue condizioni di salute”.