Pubblicato il: 07/07/2026 – 12:04
LAMEZIA TERME Un tocco di Calabria sul palcoscenico dei Mondiali di calcio. E’ quello del presidente della Fifa, Gianni Infantino, supermanager di origini calabresi finito al centro delle polemiche per il “caso Balogun”, il giocatore americano che secondo i mass media internazionali è stato “graziato” su pressione del presidente Donald Trump, di cui Infantino è grande amico. Ne è seguita un’autentica bufera per una presunta “sottomissione” anche del mondo del calcio alle volontà dei potentati politici. Una vicenda che arriva al fondo di una carriera irresistibile, partita dal basso come si suole dire. Giovanni Vincenzo Infantino è infatti nato il 23 marzo 1970 a Briga, in Svizzera, da genitori italiani: il padre originario di Reggio Calabria, emigrato e poi lavoratore nelle ferrovie svizzere, la madre bresciana. Possiede la cittadinanza svizzera, quella italiana e, dal febbraio 2026, anche quella libanese. Entrato all’Uefa nel 2000, Infantino ne diventa direttore degli affari legali nel 2004, vice segretario generale nel 2007 e infine segretario generale dal 2009 sotto la presidenza di Michel Platini. In quegli anni contribuisce all’introduzione del Fair Play Finanziario, all’ampliamento dell’Europeo a 24 squadre e all’ideazione della Nations League. Dopo le dimissioni di Sepp Blatter travolto dallo scandalo corruzione, il 26 febbraio 2016 Infantino viene eletto presidente Fifa al secondo scrutinio con 115 voti su 207. Sarà rieletto all’unanimità nel 2019 con 211 voti e per acclamazione nel 2023, con mandato in corso fino al 2027.










