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Da anni gli stilisti propongono scarpe maschili aperte: lo fanno in modi originali e provocatori, come JW Anderson con le infradito a forma di foglia, o più portabili, come Lemaire con il suo modello di pelle “elegante”. Sulle passerelle insomma è normale vedere uomini in ciabatte aperte o sandali, ma per strada è più raro: da sempre infatti nei paesi occidentali c’è una sorta di tabù attorno ai piedi maschili e al mostrarli in contesti che non siano la spiaggia o il giardino di casa.
Un’eccezione che esiste da tempo e si è diffusa negli ultimi anni sono le ciabatte Birkenstock, in particolare il modello Arizona (quello con le due fasce) e Gizeh (quello con l’infradito), e i sandali sportivi Teva, che da diversi anni sono gli unici sandali da uomo veramente sdoganati. Proprio perché così diffusi, però, hanno anche perso un po’ della loro unicità e, col prolungarsi di periodi estivi di grande caldo in Europa e Stati Uniti, sempre più uomini hanno cominciato a cercare scarpe aperte diverse o alternative.
Fino a una decina di anni fa, che gli uomini indossassero le infradito o i sandali per strada, in città, era considerata quasi un’aberrazione. Nel 2016 la rivista maschile GQ pubblicò un articolo che era sostanzialmente un elenco dei luoghi dove gli uomini potevano e non potevano portare le infradito: nella prima categoria c’erano il mare, la piscina e la doccia, nella seconda tutti gli altri. L’anno prima The Cut aveva pubblicato un articolo nel quale quattro giornaliste si chiedevano se le infradito sugli uomini fossero «disgustosi vettori di germi al servizio del Signore Oscuro» o «sensuali doni per l’occhio femminile, capaci di valorizzare le dita dei piedi».










