Bologna, 7 luglio 2026 – Baila. Sotto la luna (calante) di Bologna, Zucchero ieri ha parlato pure del rapporto tra Sanremo ed Eurovision Song Contest e dell’idea di creare una serata ad hoc nel corso della settimana santa della canzone italiana per la scelta del candidato italiano all’Esc, sciogliendo così l’automatismo vincitore-rappresentante. Come se il vincitore dello scudetto poi non giocasse di diritto pure la Champion. “Premesso che Sanremo non è un campionato di calcio, ma al limite una partita di ping pong, dove sono passato anch’io arrivando penultimo, fossi il direttore artistico farei esattamente quello che ha proposto De Martino: slegare la vittoria di Sanremo dalla partecipazione all’Eurovision”.
Il ventre euforico del Dall’Ara
E, nel ventre euforico del Dall’Ara, con l’adrenalina in salita per l’imminenza del concerto, hai voglia a fargli notare come i vincitori di Sanremo, unico caso in Europa, nell’ultimo decennio non siano mai andati sotto al settimo posto. “L’Eurovision fa ca*are in ogni modo. Così come gli italiani che ci sono andati, eccetto i Måneskin. D’altronde tra i vincitori di chi ci si ricorda? Forse solo di Conchita Wurst, il barbuto con le tette da donna. Secondo me si dovrebbe pensare meno a queste cose e più a portare delle belle canzoni”. Pensieri sfumati, quasi sottotraccia, di un pomeriggio rovente nell’attesa di una maratona in bilico tra Spirito nel buio e Diavolo in me, duettando Miserere (in video con Pavarotti) e con recuperi eccellenti come Scintille o Love again, in replica pure a Pescara domani, Perugia l’11 luglio a Umbria Jazz, Messina il 14 e Lucca il 16 sul palco del Summer Festival. Un tour mondiale che prosegue fino all’anno prossimo con tappa conclusiva il 10 giugno a San Siro per festeggiare i 40 anni di un album decisivo quale Blue’s che il soulman si propone di omaggiare pure all’Arena di Verona con dieci concerti in prossimità del suo compleanno (25 settembre) e altre dieci nel 2028.










