Pubblicato il: 07/07/2026 – 11:45

Telefoni cellulari, computer, tablet, hard disk, documenti e qualsiasi traccia digitale utile a ricostruire i rapporti tra gli indagati e la presunta organizzazione dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. È questo il cuore del decreto di perquisizione personale e domiciliare emesso dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma ed eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo nei confronti di Valter Lavitola, indagato nell’inchiesta sull’esplosione avvenuta il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del conduttore di Report.

Il sequestro dei dispositivi

Gli investigatori puntano ad acquisire dispositivi elettronici e documentazione che potrebbero contenere messaggi, fotografie, filmati e altri elementi ritenuti utili a ricostruire il presunto ruolo dell’indagato e i contatti con gli altri soggetti coinvolti. L’obiettivo è verificare l’esistenza di comunicazioni, tracce digitali o riscontri documentali capaci di chiarire la catena di rapporti che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe preceduto e accompagnato l’organizzazione dell’attentato.

Gli indagati e le accuse