Firenze, 7 luglio 2026 – L'aumento delle tariffe di entrata dei bus turistici a Firenze preoccupa Cna Fita Toscana che, in particolare, critica il metodo dell'operazione. Secondo Cna Fita Toscana “apportare l’aumento delle tariffe nel mese di settembre, in un’unica soluzione a stagione in corso, rischia di scaricarne interamente il costo sulle imprese. In questo periodo dell’anno servizi e contratti con i tour operator sono già stati stipulati e non è possibile una modifica delle cifre pattuite”. Da Cna Fita Toscana si fa presente che “il Comune di Firenze era a conoscenza della situazione perché più volte le associazioni di categoria hanno fatto presente che la scelta migliore era quella di procedere agli aumenti a partire del 1 gennaio 2027, possibilmente con una introduzione graduale consentendo alle imprese di programmare la stagione e di assorbirne l'impatto economico”.
“Quest’anno le imprese di autotrasporto hanno già dovuto affrontare costi importanti e in certi casi non prevedibili – spiega Pasquale Scalesia, presidente Ncc Bus di Cna Fita Toscana - dall’aumento del gasolio fino ai rincari di manutenzioni, ricambi, assicurazioni e gestione dei mezzi. Sarebbe stato più giusto ed opportuno non aggiungere un nuovo costo. Cna aveva, infatti, richiesto un approccio diverso che andasse incontro alle imprese e ne comprendesse le necessità”. A tutto questo vanno ad aggiungersi “la riorganizzazione degli hub di sosta, le modalità di accesso alla città, la futura piattaforma di prenotazione e il sistema tariffario, tutti elementi destinati a incidere in maniera significativa sull'organizzazione del lavoro e sulla sostenibilità economica delle imprese”.






