Il telescopio spaziale Euclid dell'Agenzia Spaziale Europea ha scoperto 31 dei quasar più antichi mai individuati. Sono nuclei luminosissimi di galassie molto distanti, alimentati da buchi neri colossali e due di essi sono i più antichi in assoluto mai osservati: brillano di una luce pari a quella di 1.000 miliardi di Soli quando l'universo aveva appena 670 e 680 milioni di anni, cioè il 5% dell'età attuale. Il risultato, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve alle straordinarie capacità del telescopio europeo lanciato nel 2023, ma anche alla forte cooperazione internazionale fra i migliori gruppi di 'cacciatori di quasar' al mondo, tra i quali molti italiani.

Lo studio, guidato da Daming Yang dell'Università di Leiden nei Paesi Bassi, ha visto la partecipazione di Istituto Nazionale di Astrofisica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, delle Università di Roma Tre, Firenze, Trento, Bologna, Genova, Federico II di Napoli, Torino, Milano, Padova e Trieste, insieme a Istituto di Fisica Fondamentale dell'Universo (Ifpu) e Scuola Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, Centro europeo per l'osservazione della Terra (Esrin) dell'Esa a Frascati, Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma e ICSC - Centro nazionale di ricerca in high performance computing, big data e quantum computing di Bologna.