Il reality di Canale 5 «potrebbe diventare un materiale didattico clamoroso» per un corso di educazione affettiva, secondo il docente e scrittore

Portare Temptation Island in classe. Non per trasformare il reality di Canale 5 in un nuovo testo scolastico, né per farne l’ennesimo oggetto di meme sui social. Ma per usarlo come punto di partenza per parlare con ragazze e ragazzi di relazioni tossiche, gelosia, controllo e possesso. «Potrebbe diventare un materiale didattico clamoroso»: è la provocazione lanciata da Enrico Galiano, insegnante e scrittore friulano, in un articolo pubblicato su Il Libraio.

La tesi di Galiano è semplice: se milioni di persone, compresi moltissimi giovani, guardano ogni estate quel programma, allora forse la scuola non dovrebbe limitarsi a ignorarlo o a liquidarlo come “trash”. Dovrebbe invece provare a leggerlo, smontarlo, decifrarlo. Perché dentro il programma, sostiene il professore, si trova un repertorio molto riconoscibile di segnali d’allarme: minacce scambiate per prove d’amore, controlli presentati come attenzioni, insicurezze travestite da gelosia, ricatti emotivi giustificati come semplice carattere.

Le dinamiche da riconoscere

Nel suo intervento Galiano cita alcune dinamiche presenti nel reality: uomini che minacciano altri uomini perché si sono avvicinati alla “loro” donna; donne che controllano le chat del compagno come se fosse una pratica normale di coppia; persone che usano la formula «io sono fatto così» per giustificare urla, scenate, umiliazioni e abusi quotidiani.