Una decina d’anni fa le neobank europee tendevano ad assomigliarsi. Permettevano di aprire in pochi minuti conti correnti gratuiti o quasi, offrendo commissioni ridotte e un’esperienza d’uso tutta digitale, molto più intuitiva rispetto a quella delle banche tradizionali. Con il tempo, però, hanno scoperto che conquistare uno spazio stabile nel settore bancario richiede molto di più. Servono licenze, capitale, conformità normativa e soprattutto la capacità di ampliare l’offerta per convincere i clienti a sceglierle come banca principale.Proprio quelle che hanno saputo evolversi sono entrate stabilmente a far parte del panorama finanziario europeo. Lo dimostra la classifica che The Banker ha stilato sulla base del volume dei loro attivi e che vede in testa Monzo (23,7 miliardi di dollari), Starling Bank (20,3 miliardi) e Klarna (18,6).Quali di questi istituti stanno investendo sull’Italia? Un segnale utile per capirlo è l’introduzione dell’Iban italiano. Nonostante il regolamento Sepa (entrato in vigore nel 2012) imponga a datori di lavoro, imprese e fornitori di servizi di accettare conti correnti aperti in qualsiasi Paese dell’Unione europea, nei fatti chi vuole semplicemente pagare l’affitto o chiedere la domiciliazione delle bollette si scontra ancora con il problema della discriminazione degli Iban.Abbiamo ricostruito come si stanno muovendo i principali operatori europei presenti nel nostro Paese e quali servizi hanno deciso di offrire anche ai clienti italiani.Indice degli argomenti