A pochi mesi dalla nascita, Futuro Nazionale ha già costruito una rete di finanziatori molto fitta. Dietro il partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci ci sono associazioni nate attorno al suo libro, “Il mondo al contrario”, imprenditori delle costruzioni, aziende dell’energia, società ferroviarie, produttori di vino e perfino un’azienda specializzata nella commercializzazione dei carciofi. Un mosaico eterogeneo che emerge dai documenti pubblicati nella sezione Trasparenza del partito.

Futuro Nazionale ha già raccolto circa trecentoquaranta mila euro tra donazioni, contributi in servizi e comodati gratuiti, scrive Giuliano Foschini su Repubblica. Il principale sostenitore è l’associazione “Il Mondo al Contrario”, nata dopo il successo del libro di Vannacci, che ha contribuito con oltre ottantatremila euro tra erogazioni dirette e servizi. A questi si aggiungono circa diciottomila euro provenienti da Patto Italia, movimento politico guidato da Gianfranco Rotondi che oggi collabora con Futuro Nazionale.

Sempre secondo Repubblica, il dato destinato a far discutere è quello del tesseramento. I dirigenti del partito sostengono infatti di aver già superato quota centomila iscritti. Se tutti avessero effettivamente versato la quota prevista – compresa tra dieci e venti euro – il solo tesseramento avrebbe potuto garantire entrate comprese tra uno e due milioni di euro, anche se il numero degli iscritti non è verificabile in maniera indipendente.