Si aprirà 3 anni e un mese dopo i fatti il processo per una delle più gravi tragedie sul lavoro avvenute in Italia nell’ultimo ventennio. C’è finalmente una data per l’udienza preliminare sulla strage di Brandizzo avvenuta nella notte tra 30 e il 31 agosto 2023. Cinque operai: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Saverio Lombardo furono travolti da un treno in transito a 160 km orari, mentre lavoravano sui binari per un intervento di manutenzione. Non avrebbero dovuto essere lì. Secondo i pm qualcuno li ha mandati lo stesso.

Rischiano il processo per omicidio colposo e disastro ferroviario pure i vertici Rfi Tre le società che i pm Valentina Bossi e Giulia Nicodemi, coordinati dalla procuratrice Gabriella Viglione ritengono responsabili di quella mattanza: Rfi, la Clf di Bologna (società appaltatrice) e la ditta subappaltatrice Si.Gi.Fer di Borgo Vercelli, per la quale lavoravano le cinque vittime. Le società sono chiamate in causa ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti. Rischiano il processo per omicidio colposo e disastro ferroviario anche i vertici di Rfi. Tra questi figurano due ex amministratori delegati: Vera Fiorani (in carica fino al 19 maggio 2023) e Gianpiero Strisciuglio (attuale ad di Trenitalia), rimasto in carica fino al marzo 2025. Nella corposa indagine di Ivrea è coinvolta anche la filiera dei dirigenti responsabili della circolazione ferroviaria nazionale: Luca Cavacchioli, il responsabile nazionale delle infrastrutture, Daniele Moretti il responsabile della Direzione Circolazione Lavori, Antonella Carrubba (responsabile circolazione area Torino) e il suo collega Daniele Mari.