Il perdono dopo il caso doping

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Roma, 24 luglio 2025 – La procura di Ivrea ha chiuso le indagini sulla strage di Brandizzo (Torino) costata la vita a cinque operai, quattro dei quali residenti tra Vercelli e Borgo d'Ale. Quella maledetta notte fra il 30 e il 31 agosto 2023 Michael Zanera di 34 anni, Giuseppe Sorvillo (43), Saverio Giuseppe Lombardo (52), Giuseppe Aversa (49) e Kevin Laganà (22) furono travolti e uccisi mentre lavoravano sui binari nella stazione di Brandizzo, investiti da un treno in transito sulla linea Milano-Torino, in viaggio a 160 chilometri all'ora. Gli operai, tutti dipendenti della Sigifer di Borgovercelli, mentre si trovavano al lavoro sui binari, vennero travolti dal treno. Le conclusioni della procura hanno fatto cadere l'accusa più grave ipotizzata all'inizio delle indagini, quella di omicidio volontario con dolo eventuale.

I 24 indagati – 21 persone fisiche e 3 società – sono accusati a vario titolo, di omicidio colposo. Tra le persone indagate figurano Antonio Massa, in qualità di dipendente e capo tecnico di Rfi e Andrea Girardin Gibin, capo squadra Sigifer, che secondo l'accusa, quella notte non avrebbero impedito che gli operai iniziassero i lavori all'interno dell'infrastruttura ferroviaria prima che fosse ottenuta l'interruzione della circolazione. Anche Gianpiero Strisciuglio all'epoca dei fatti ad di Rfi e Vera Fiorani, fino al giugno 2023 ad di Rfi figurano nell'elenco delle persone a cui la procura di Ivrea ha notificato la chiusura indagini. Entrambi sono chiamati in causa in qualità di datori di lavoro. Indagati anche gli unici due sopravvissuti. Quella notte sui binari morirono Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, la più giovane delle vittime, 22 anni, Giuseppe Saverio Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera.