HomeReggio EmiliaCronacaCaldo, commercio bollente: "C’è allerta per i black out"Cresce la domanda in elettronica e locali (gelaterie soprattutto), tra luci e ombreLa gelateria Capolinea di viale Simonazzi, una delle più amate in cittàRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’anticiclone africano che ha arroventato la città non ha solo messo a dura prova la resistenza fisica dei cittadini, ma ha ridisegnato le abitudini di consumo e la fruizione degli spazi urbani. Se le ore centrali della giornata hanno visto un fisiologico svuotamento delle strade, il commercio locale si è trasformato, diventando, nelle parole di Mauro Pellegrini, presidente di Confcommercio, una sorta di oasi urbana di benessere: "Negozi, bar e ristoranti dotati di aria condizionata sono pronti ad accogliere chi cerca ristoro". Se da un lato l’e-commerce potrebbe sembrare la via più comoda, dall’altro la necessità di refrigerio riporta le persone in gelaterie, yogurterie e attività simili, che stanno registrando performance superiori alle medie stagionali. Emblematico il caso di una nota gelateria del centro, presa d’assalto da file ininterrotte fin dall’apertura. Parallelamente, il settore dell’elettronica vive una stagione d’oro: "Condizionatori, climatizzatori e strumenti rinfrescanti stanno avendo un importante picco di vendita" conferma Pellegrini. Tuttavia, il quadro presenta luci e ombre. Dario Domenichini, presidente Confesercenti Reggio, evidenzia come l’anomalia termica stia amplificando le fragilità del comparto. "Nelle ore serali, in centro storico, si nota una netta preferenza della clientela per gli spazi interni climatizzati, a discapito delle distese esterne", osserva, notando una differenza significativa con le aree collinari, dove invece il servizio all’aperto continua a essere molto apprezzato. Ma la preoccupazione principale guarda al futuro prossimo: la tenuta della rete elettrica. "La paura dei blackout è concreta – spiega Domenichini –. Un’interruzione di corrente non significherebbe solo lo stop all’aria condizionata, ma rischierebbe di compromettere la merce deperibile". Se alcune attività si sono attrezzate con gruppi di continuità, molti altri esercenti ne sono sprovvisti, frenati dagli alti costi di installazione. In questo scenario, la capacità di adattamento diventa la chiave di volta. Mentre i ristoratori si trovano a dover gestire la richiesta di spostare i coperti dall’esterno all’interno climatizzato, il commercio cittadino prova a trasformare il disagio in un’occasione di incontro. "È importante cogliere l’opportunità di conoscere le nostre realtà locali", conclude Pellegrini, rilanciando l’idea di una città che, pur boccheggiante, cerca di reagire puntando sulla qualità dell’accoglienza e dell’offerta.