Il Tar delle Marche ha respinto il ricorso presentato da quattro tifosi dell’Arezzo confermando i Daspo di un anno emessi dal questore di Ascoli dopo gli episodi verificatisi durante la partita Ascoli-Arezzo del 23 novembre 2025 allo stadio Del Duca. Nella sentenza i giudici amministrativi hanno ritenuto legittimi i provvedimenti, sottolineando come il lancio dei fumogeni integri una condotta idonea a giustificare la misura di prevenzione prevista dalla legge. Il tribunale evidenzia inoltre che il Daspo non presuppone un definitivo accertamento della responsabilità penale, ma risponde all’esigenza di prevenire ulteriori episodi che possano mettere a rischio la sicurezza durante le manifestazioni sportive. I fatti risalgono alla sfida di campionato disputata ad Ascoli, alla quale assistettero quasi seicento sostenitori amaranto sistemati nel settore ospiti. Dopo il vantaggio dell’Arezzo vennero accesi e lanciati numerosi fumogeni e furono esplose anche sei bombe carta. Secondo quanto ricostruito dalla Digos, grazie all’analisi delle immagini e al lavoro svolto insieme alla Polizia Scientifica, furono identificati quattro tifosi ritenuti responsabili del lancio degli artifizi pirotecnici, nei cui confronti il questore dispose il divieto di accesso agli impianti sportivi per la durata di un anno. Nei giorni successivi all’emissione dei provvedimenti il questore di Ascoli, Aldo Fusco, aveva spiegato le ragioni della linea adottata, ricordando anche le conseguenze che quegli episodi avevano avuto sugli altri spettatori. "Lo dobbiamo anche a quel ragazzino autistico che non ha potuto continuare a vedere la partita a causa delle esplosioni, così come denunciato dalla madre", aveva dichiarato, sottolineando come il rispetto delle regole negli stadi rappresenti una tutela per tutti i tifosi, soprattutto per i più fragili. Le argomentazioni dei ricorrenti non hanno convinto il Tar.