FIRENZELa rissa in campo nella partita del campionato juniores fra Sagginale-Ideal Club Incisa aveva fatto scattare un daspo nei confronti di un giovane calciatore della compagine di casa che, dopo essere stato espulso per un fallo di gioco, avrebbe minacciato l’arbitro esclamando: "Ti ammazzo". Ma per il Tar, a cui il calciatore, assistito dagli avvocati Fabio Orlando e Guido Tatangelo, aveva fatto ricorso, le responsabilità del ’daspato’ non sono state accertate compiutamente: in presenza di un "difetto d’istruttoria", il daspo, che lo avrebbe tenuto lontano dalle manifestazioni professionistiche e dilettantistiche, è stato annullato.
Era l’aprile del 2025, volata finale del girone D degli Juniores. Sul campo di Grezzano, il Sagginale era obbligato a vincere per mantenere il primato. Ma l’Ideal Club Incisa non fece sconti e la partita rimase inchiodata sullo 0-0, risultato che fece sprofondare al secondo posto i mugellani. Nel finale, la partita s’incendiò: al culmine di un parapiglia, l’arbitro venne colpito da un pugno, un calciatore ospite finì all’ospedale per una scarpata alla testa. Il giudice sportivo sanzionò pesantemente il Sagginale: un calciatore venne squalificato per 4 anni e 5 giornate vennero inflitte anche al calciatore punito pure con Daspo. Il direttore di gara sporse denuncia, i carabinieri di Borgo San Lorenzo identificarono i presunti responsabili della gazzarra (anche con identificazione fotografica) ma secondo il Tar "non risulta dirimente il riconoscimento posto in essere dal soggetto leso (che peraltro non ha depositato alcuna querela nei confronti del ricorrente), in quanto il ricorrente era stato espulso dal campo di gioco e non risulta dimostrato che vi sia rientrato per partecipare agli scontri".







