Ha spinto il collega giù dal ponteggio, ad un’altezza di 25 metri. Solo grazie all’intervento provvidenziale di un terza collega la vittima si salvò: rimase appesa ad un palo per qualche istante per poi essere afferrata dalla giacca e aiutata a risalire.
Con l’accusa di tentato omicidio ora un cittadino egiziano di 42 anni è stato rinviato a giudizio. Il processo, davanti al collegio, inizierà a novembre. I fatti sono accaduti il 22 dicembre di due anni fa, nel 2023 in via Soriani. Teatro appunto del tentato omicidio – secondo quanto contestato dall’accusa – un cantiere edile sviluppato su diversi ponteggi.
In base a quanto ricostruito all’epoca dai carabinieri, che si sono occupati delle indagini l’imputato era salito al quarto piano del cantiere, ovvero sul ponteggio e, probabilmente dopo una lite, aveva preso alle spalle il collega, un connazionale, tentando di spingerlo giù dal ponteggio, che si trovava ad una altezza di 25 metri.
Erano stati momenti di puro terrore per la vittima che, in quei concitati attimi, era riuscita ad aggrapparsi ad una componente di ferro, restando di fatto appesa nel vuoto.
Un terzo collega aveva però assistito alla terribile scena ed era intervenuto subito, scansando l’imputato e afferrando con tutte le forze che aveva l’operaio. Il collega, con grande coraggio, era riuscito a trascinare la vittima nuovamente sul ponteggio dopo aver afferrato con una mano il suo giubbotto, evitando così che precipitasse al suolo. Il movente del gravissimo gesto non è noto: non si esclude che tra i due ci fosse stato prima un diverbio: l’imputato, mai sottoposto a misura, sarà chiamato ad esporre la propria versione dei fatti durante il processo, davanti al collegio.








