GORGO AL MONTICANO (TREVISO) - Maurizio Scomparin aveva perso anche il fratello Claudio in un terribile incidente in moto. Era il 1978 e lui aveva soltanto quattordici anni. Il figlio maggiore, ventenne e grande appassionato delle due ruote, si era schiantato a Fratta di Oderzo ed era morto sul colpo. Sulla sua lapide, al cimitero di Gorgo al Monticano, c’è ancora la sua fotografia in sella a una moto nera. Quasi cinquant’anni dopo, al sessantaduenne è toccata la stessa sorte. Con la sua Bmw Gs 1200 si è schiantato lunedì mattina contro un camion sulla Romea assieme alla moglie Annalisa, insegnante alle scuole elementari di Fontanelle, che si è salvata ma rischia di perdere una gamba. Una tragedia da sommare alle molte altre vissute dalla famiglia Scomparin: lui e le sorelle avevano perso anche un altro fratello, Daniele. Maurizio però non aveva mai perso la forza di sorridere e di rendersi disponibile nei confronti del prossimo. E a testimoniarlo, oggi, c’è tutto il paese.
Il ricordo A capo dell’azienda che portava il suo nome, Maurizio svolgeva lavori specifici nei campi per conto terzi. Aveva iniziato l’attività assieme al cognato e anche il figlio Filippo aveva iniziato a lavorare con lui. «Era molto felice», raccontano. «La sua ditta aveva un futuro e le cose andavano bene». Il suo era un parco macchine notevole, tra trattori e mietitrebbie, custodito accanto a un grande casolare ristrutturato in via Risorgimento, al civico 2. Molto conosciuto in tutta la zona, proprio perché nato e cresciuto in paese, lavorava sia per aziende dell’Opitergino sia per realtà fuori regione, in particolare in Emilia-Romagna. «Amava il suo lavoro», raccontano gli amici. «E lo portava avanti con passione».Il dolore Ieri mattina si trovava proprio lì, in via Risorgimento, prima di salire in sella alla sua Bmw 1200 insieme alla moglie per raggiungere il mare, dove avrebbero trascorso qualche giorno di serenità. Secondo i collaboratori, Maurizio ha lasciato l’azienda intorno alle 7.30. Poi, nella tarda mattinata, la notizia scioccante: la persona deceduta sulla Romea, nel Veneziano, era lui. «Era un gran lavoratore e una persona fantastica», mormorano sommessamente, raccolti in cerchio nel granaio, sotto choc. «Quando poteva apriva le porte di casa, sia per festeggiare sia per lavorare. Era sempre pronto a dare una mano a chiunque glielo chiedesse. Questo lo rendeva anche un buon amico». Tra chi ricorda il sessantaduenne ci sono anche alcuni contadini che lavoravano per lui: da clienti erano diventati amici. Ieri hanno appreso la notizia tardi, piombata come un fulmine a ciel sereno in una normale giornata di lavoro. I familiari, in particolare il figlio Filippo, sono partiti subito per raggiungere la madre la moglie, gravemente ferita e ricoverata all’ospedale di Mestre. «È difficile trovare le parole», spiega il sindaco di Gorgo al Monticano, Firmino Vettori, quasi coetaneo del fratello Claudio e quindi profondo conoscitore della famiglia. «È come perdere uno di famiglia. È gente stimata, sempre disponibile, sempre con il sorriso nonostante le tante sofferenze vissute in passato. Quello di oggi è un dolore condiviso, quasi da lutto cittadino. Quando ho ricevuto la notizia ci sono rimasto malissimo: siamo cresciuti a distanza di pochi chilometri. Conoscevo Maurizio e sapevo di poter contare su di lui. È sempre terribile perdere la vita in un incidente, ma quando succede a persone che conosci da sempre il colpo è ancora più forte. La nostra comunità sarà presente e rimaniamo a disposizione per qualsiasi esigenza».









