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opinioni

La squalifica alla stella Usa e gli insulti alla nostra premier hanno scatenato l’indignazione dei media e dei politici di destra italiani. Ma quando Trump faceva disastri in casa e nel mondo, erano tutti applausi e giustificazioni.

Quindi, ricapitoliamo. Trump andava benissimo quando ha ritirato gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima, quando ha licenziato dipendenti statali perché democratici, quando graziato i suoi sostenitori che hanno assaltato il parlamento, quando ha nominato un no vax ministro della sanità, quando ha fatto arrestare degli studenti perché manifestavano per Gaza, quando ha cancellato il programma Usaid, quando ha tolto i fondi alle agenzie umanitarie dell’Onu. E ancora: quando ha detto che gli incendi in California erano colpa delle donne pompiere, e gli incidenti aerei a Washington dei controllori di volo gay, quando ha detto "sta zitta scrofa" a una giornalista durante una conferenza stampa, quando ha cacciato l’Associated Press dallo Studio Ovale, quando ha detto a una deputata Usa di origine somala che il suo Paese di origine non è nemmeno un Paese, e che si è organizzata da sola l’aggressione che ha subito, quando ha sostituito la foto del suo predecesore alla Casa Bianca con quella di un’autopenna. E ancora: quando ha invaso le città a guida democratica con la Guardia Nazionale, quando è andato a caccia di migranti e di attivisti casa per casa con l’ICE, quando ha fatto rapire dei bambini per acchiappare i genitori, quando ha giustificato ed elogiato gli agenti che hanno ucciso dei manifestanti a sangue freddo. E ancora: quando ha iniziato una guerra commerciale con il mondo intero, quando ha rapito e deposto il presidente del Venezuela, quando ha difeso e sostenuto l’operato di Netanyahu e Israele a Gaza, quando ha deciso di sostituire l’Onu con un club privato di cui è presidente a vita, quando ha attaccato l’Iran senza che vi fosse alcun motivo per farlo, quando sta per fare lo stesso con Cuba, quando ha chiesto per sé il Nobel per la pace. Ecco: quando faceva tutto questo – e scusate se ci siamo dimenticati qualcosa, ma andiamo a memoria – Trump andava benissimo, o comunque andava capito, o comunque "non condivido, ma non condanno". Però se insulta Giorgia Meloni e interferisce con i mondiali di calcio chiedendo che venga tolta la squalifica a un calciatore americano, ecco con non va più bene, che non ci sta più con la testa, che ha passato il limite. Insomma, a quanto pare, di più ridicolo di Trump c’è solo la nostra scala di priorità.