Mariangela Bellei, presidente della Bellei Luigi & figli Srl; nata come azienda vitinivola, si è trasformata negli anni e ora si occupa solo di aceto balsamicoCASONI DI RAVARINO (Modena)"Dietro ogni goccia di aceto c’è un lavoro che richiede una pazienza infinita e una forma di devozione". Questa è l’Acetaia Bellei: a Casoni di Ravarino (Modena), nonna Rosina curava il suo Aceto Balsamico seguendo un sapere tramandato sin dall’Ottocento.

Luigi Bellei, dal 1929 a conduzione dell’azienda vinicola Bellei dedicata alla produzione di Lambrusco di Sorbara, ha sviluppato la passione di Rosina ampliando la barricaia di famiglia, che arriva a contare oltre 3.500 botticelle in legno. Nel 1989, grazie all’intuizione di Mariangela Bellei, presidente della Bellei Luigi & figli Srl, l’azienda vitivinicola di famiglia si trasforma in Acetaia Bellei, scegliendo di dedicarsi esclusivamente al Balsamico.

Dalle botticelle di nonna Rosina all’Acetaia. Come avete trasformato un patrimonio in una realtà che non ha tradito le proprie origini?

"Trasformare il ricordo delle botticelle in una realtà globale non è stato un processo di industrializzazione, ma un atto di custodia. Il segreto sta nell’aver convertito il metodo contadino, basato su osservazione, pazienza e ciclicità delle stagioni, in un protocollo di qualità. Nel 1989 ho compreso che la modernità non deve annullare la tradizione, ma proteggerla, dunque non aumentare la produzione a scapito del tempo, ma istituzionalizzare il tempo. Pur crescendo, l’azienda ha continuato a trattare ogni singola batteria di botti come se fosse nel solaio di casa. Si è passati dalla ‘quantità domestica’ a quella ‘artigianale seriale’".