<p>Per caso vi ricordate del furibondo dibattito sul conflitto di interessi che imperversò in Italia dalla metà degli anni 90 fino agli anni 2000 inoltrati?

Ovviamente a innescarlo fu la discesa in campo di Silvio Berlusconi con quello che sembrava un conflitto di interessi inaudito per una democrazia occidentale.

Il proprietario di tre reti televisive che diventa presidente del Consiglio?

Inaudito, appunto! </p><p>La discussione fu talmente accesa da coinvolgere non solo l'Italia ma anche i media europei, il parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo in un concerto di voci tanto autorevole, quanto sopra le righe, perché esasperato.

Perché se è vero che un accadimento come questo era senza precedenti nella storia del costituzionalismo, si diceva che per rimediare a tanto vulnus apportato alla regola aurea che gli interessi privati non devono interferire con quelli pubblici andava data una risposta radicale.