<p>Eni allarga gli investimenti nelle materie prime critiche: prima il Canada con la grafite, ora il Cile per il litio.

Il gruppo guidato dall'ad Claudio Descalzi ha annunciato il 6 luglio la firma dell'accordo per l'acquisto di una partecipazione del 25% in Black Giant, società cilena di EnergyX, titolare di un progetto di sviluppo del litio nel Cile settentrionale, in aree prossime al Salar de Punta Negra, con un investimento complessivo di 225 milioni di dollari.</p><p>Black Giant è una società interamente controllata da EnergyX, start-up statunitense di cui Eni detiene giù una partecipazione minoritaria attraverso Eni Next, il proprio veicolo di corporate venture capital.

EnergyX è impegnata nello sviluppo di tecnologie innovative proprietarie per una produzione di litio più efficiente attraverso il processo cosiddetto Dle, Direct Lithium Extraction.

Il piano è applicare queste tecnologie nel progetto Black Giant, che prevede un ciclo chiuso con reiniezione totale dell'acqua di strato prodotta da pozzi, con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale in termini di consumo idrico rispetto alle produzioni tradizionali di litio, che utilizzano vasche di evaporazione.</p><p>Ma soprattutto il progetto è finalizzato alla produzione a regime di 52,5 kton/anno di carbonato di litio e si articola in due tempi: la prima fase prevede lo sviluppo di un Treno 1 da 7,5 kton/anno, con start-up previsto nel 2028, mentre la seconda includerà ulteriori treni di produzione, con una capacità aggiuntiva di 45 kton/ anno e avvio previsto nel 2030.</p><p>Con l'investimento, Eni otterrà anche di poter nominare un membro nel board di Black Giant e la possibilità di approvvigionarsi fino al 25% della produzione complessiva di Lce, a supporto della propria iniziativa, già avviata nell'area industriale di Brindisi, ovvero la realizzazione di una Gigafactory di batterie a Brindisi.