A 18 anni era già al comando di una nave; a 70 è al timone di una flotta di oltre 120 navi. Giovanni Romeo di Monte di Procida è la prova vivente che il cambio di paradigma nella propria vita, in quella di una famiglia, e di una comunità, può avvenire con la dedizione, il lavoro e la passione. Tanta passione. Giovanni Romeo è cresciuto respirando salsedine e si è commosso quando ha ricordato che dalla piccola finestra di Monte di Procida aveva solo un panorama, il mare. In 45 anni di storia, Gruppo Nova Marine Carriers, che oggi fa capo alle famiglie Romeo e Gozzi, ha scalato tutte le classifiche dello shipping nazionale fino ad arrivare all’annuncio, durante una sontuosa festa che si è tenuta nel Real Bosco di Capodimonte, di un grande salto di qualità, la scelta di armare altre due nuove navi Kamsarmax, nome che contraddistingue unità comprese fra le 80.000 e le 85.000 tonnellate di portata lorda.
La compagnia, che è stata fondata nel 1981 da Giovanni Romeo e che controlla e gestisce, come dicevamo, una flotta di più di 120 unità, occupando gradualmente il segmento delle navi bulk carrier di piccole e medie dimensioni, ha compiuto, dunque, un altro balzo nei servizi impegnandosi per la prima volta in navi così grandi. Le due unità di questa portata la Sider Andromeda, costruita nel 2022 nel cantiere cinese Jiangsu Yangzi-Mitsui Shipbuilding Co e impiegata in prevalenza nel trasporto di cereali e la gemella Sider Antares, verranno gestite dal nuovo desk panamax di Nova Marine.Napoli si prepara all'America's Cup 2027: il trofeo sull'Amerigo Vespucci a New YorkL’operazione segna l’ingresso della compagnia, che ora è guidata dal figlio Vincenzo Romeo, nel comparto dei grandi trasporti oceanici, confermando, per altro, la presenza di Nova Marine in cinque continenti, nonché una parallela accelerazione sul fronte del business logistico, con una successione di investimenti in importanti terminal portuali. Il ricevimento «Siamo sempre stati e rimaniamo – ha commentato Vincenzo Romano - anche a proposito dell’evento che ha richiamato a Napoli, presso la suggestiva cornice del Real Bosco di Capodimonte, più di 700 ospiti provenienti da ogni parte del mondo, un gruppo e una famiglia riservata, che vede nel low profile uno dei suoi fattori identificativi più autentici. Tuttavia abbiamo pensato fosse giunto il momento di festeggiare insieme con una comunità di collaboratori, clienti, partner commerciali, operatori delle costruzioni navali che in questi anni ha creduto in noi, è cresciuta con noi, consentendoci di affrontare e vincere sempre nuove sfide». E, infatti, nel parterre della festa, ospiti provenienti da ogni parte del mondo: cinesi, americani, inglesi e poi i rappresentanti di tutte le più grandi aziende dei maggiori porti italiani, di armatori, di tanti amici che hanno accompagnato negli anni la crescita di questa compagnia. Alla fine tanti applausi per tutti, per Napoli gli ospiti sono rimasti entusiasti del Museo e il Real Bosco di Capodimonte, per lo spettacolo che ha portato sul palco artisti di primissimo piano, per la cena preparata dagli chef trivellati Tonino e Fabrizio Mellino, per il garbo e la modestia con cui Giovanni e Vincenzo Romeo hanno accolto e salutato uno per uno gli oltre 700 ospiti. La discussione Sulla festa privata nei giorni scorsi si sono accese alcune polemiche poi sfociate in una interrogazione parlamentare del deputato Avs Francesco Emilio Borrelli secondo il quale non ci sarebbe stata «trasparenza sull’organizzazione dell’evento in quanto i cittadini non sarebbero stati avvisati della chiusura del parco e sarebbero state violare le norme sui fuochi d’artificio». Nel ricordare che la possibilità di organizzare feste private nei luoghi di interesse culturale è prevista da una legge del 1993, dalla direzione del Museo e Real Bosco di Capodimonte si sottolinea che ad essere chiuso al pubblico, nei giorni 4 e 5 luglio è stato il solo Belvedere e che tanto il Museo quanto il Bosco sono rimasti aperti per tutta la giornata di domenica dove, tra l’altro, l’ingresso al sito era gratuito. È stato soltanto chiuso il cancello principale alle 18 lasciando gli altri ingressi aperti. I fuochi, invece, sono stati accesi nell’area del Belvedere prospiciente la strada (a debita distanza dalle palme e dal bosco).







