Secondo un'antica legge del calcio, lo spettacolo è raro quando a sfidarsi sono squadre forti e la posta in palio è altissima. E a decidere l'ottavo di finale di Dallas tra Spagna e Portogallo non è nessuna delle stelle più attese, né Cristiano Ronaldo, che chiude in modo amaro la sua ultima partecipazione alla Coppa del mondo, né Yamal. È un lampo finale, al primo di recupero, del più inatteso dei protagonisti: entrato una manciata di minuti prima, Mikel Merino, si trova davanti al portiere grazie a un'invenzione di un altro cambio, Ferran Torres, e davanti a Diogo Costa - a differenza dei suoi compagni nel corso del match - non sbaglia. La Roja conquista così i quarti di finale, dove affronterà a Los Angeles la vincente tra Stati Uniti e Belgio.
Le due squadre si affrontano a specchio con il 4-2-3-1; rispetto alle formazioni dei sedicesimi, Martinez preferisce Joao Felix, più utile in fase di ripiegamento, a Leao, mentre de la Fuente conferma in blocco il suo undici. Al 3' la Spagna recupera palla e Oyarzabal conclude per la prima volta verso la porta, ma senza dare forza. Cinque minuti dopo al basco viene spalancata la strada da un filtrante di Dani Olmo, ma davanti a Costa spara a lato il suo rasoterra. Prima occasione per i lusitani sempre da palla persa avversaria, con Ronaldo che da posizione defilata costringe Simon a mettere in angolo. Al 16' il portiere portoghese si supera, salvando prima su Yamal e poi volando a togliere dall'angolino un piazzato di Alex Baena.Dopo la sosta per idratarsi, una scivolata provvidenziale di Renato Veiga nega la via della porta a Yamal, ancora su imbeccata di Olmo. La Spagna preme con un po' più di costanza, ma prima un doppio intervento di Unai Simon su Joao Felix e su Ronaldo e poi una traversa colpita da Nuno Mendes sugli sviluppi di un angolo - tiro deviato da Pedro Porro - le mettono paura e la ricacciano indietro.La ripresa si apre più vivace, con ribaltamenti di fronte più continui. Il Portogallo perde al 9' Nuno Mendes, fin lì fondamentale in copertura su Yamal, per un fastidio muscolare: il compito passa a Nelson Semedo. Il match, però, fa presto a riassestarsi su ritmi più blandi, con i lusitani che tendono ad abbassarsi e varie imprecisioni da una parte e dall'altra.










