Furie Rosse qualificate ai quarti con la vittoria sul Portogallo, incroceranno Stati Uniti o Belgio. Cristiano Ronaldo saluta i tifosi commosso, per la delusione e perché questo è stato l’ultimo suo Mondiale.
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La Spagna batte il Portogallo (1-0) con gol di Merino al 91°. La spunta per il rotto della cuffia, grazie (anche) a una giocata decisiva di Ferran Torres: subentrato nella ripresa, è lui che ha messo lo zampino nell'azione più importante del match. Cristiano Ronaldo a casa in lacrime (è il suo ultimo Mondiale), Furie Rosse avanti. Incroceranno nei quarti di finale (10 luglio) la vincente di Stati Uniti-Belgio che si disputa nella notte italiana nel bel mezzo di una tempesta di polemiche per la squalifica tolta a Balogun, la telefonata di Trump a Infantino, il colpo all'autorevolezza del presidente FIFA e della stessa Federazione
La partita è tesa, equilibrata, ancorata a un'organizzazione tattica che trasforma il centrocampo in una tonnara nella quale si fa fatica a trovare il rais considerata la qualità elevatissima degli interpreti. La sfida vive di fiammate improvvise, palloni che d'un tratto spuntano da una selva di gambe e tagliano in due le squadre. Ci provano prima le Furie Rosse, che sembrano poter prendere il sopravvento con Oyarzabal che scatta in profondità, affonda la giocata e il tiro, ne divora uno clamoroso. Poi trova Diogo Costa attento, reattivo, in modalità "felino" quando c'è da fare appello ai riflessi e volare da una parte all'altra della porta. Si arrangia (benissimo) come può e tiene in piede i lusitani. Il "vecchio" Cristiano Ronaldo fa il suo dovere fino in fondo: corre, aiuta la squadra, si fa vedere, non è statico e quando può, là davanti, mette lo scarpino sfoderando acrobazie ginniche ma Unai Simon pure è in vena di prodezze. Quasi capitola su una staffilata di Nuno Mendes: può nulla, lo salva una deviazione di un compagno che manda la palla sulla traversa.










