Quindici progetti finanziati dalla Commissione europea, 44 candidature sviluppate, 9,4 milioni di euro intercettati a livello europeo e oltre 2,7 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio torinese. Sono i risultati principali dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, nato nel 2023 nell’ambito di Torino Social Impact. L’iniziativa è stata sviluppata in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo è accompagnare cooperative, imprese sociali, associazioni, fondazioni, realtà del Terzo settore, enti pubblici, università e centri di ricerca nell’accesso ai fondi europei. A cosa serve l’HUB e come funziona Partecipare a un bando europeo significa individuare l’opportunità giusta, leggere requisiti spesso complessi, costruire una proposta, trovare partner in altri Paesi, preparare un bilancio e seguire procedure precise. Per molte organizzazioni, soprattutto piccole e medie, non è un’attività semplice da sostenere con le sole risorse interne. L’HUB è nato per rispondere a questo bisogno: aiutare le realtà dell’economia sociale a orientarsi tra i programmi europei e a trasformare le idee in candidature finanziabili. Non si tratta solo di informare sull’esistenza dei bandi, ma di accompagnare le organizzazioni nella costruzione dei progetti. Dal 2023 l’HUB ha coinvolto oltre 100 organizzazioni. Ha realizzato 16 incontri di formazione, per un totale di 62 ore, e ha lavorato su 11 programmi europei, tra cui Erasmus+, Horizon Europe, Creative Europe, LIFE, Interreg, AMIF, CERV e COSME. Le candidature sviluppate sono state 44. I progetti finanziati sono 15: circa una candidatura su tre ha ottenuto un finanziamento. A supporto del percorso è stata creata anche una rete di 70 figure professionali dell’europrogettazione, cioè persone esperte nella costruzione di proposte per i bandi europei. Di queste, 16 fanno parte dell’ecosistema Torino Social Impact. Il metodo di lavoro prevede formazione, accompagnamento personalizzato e apprendimento tra pari: chi ha già esperienza con i fondi europei condivide strumenti e competenze con chi si avvicina per la prima volta a questo ambito. Perché riguarda il territorio Le risorse intercettate dall’HUB non restano solo numeri di bilancio. Secondo il report, i progetti finanziati riguardano ambiti diversi: inclusione sociale, formazione, lavoro, aree rurali e montane, volontariato, diritti civili e giustizia climatica. Il tema è anche l’accesso alle opportunità. I fondi europei sono formalmente aperti, ma per partecipare servono competenze, tempo, relazioni internazionali e continuità organizzativa. Il report segnala che, per le realtà meno strutturate, la complessità iniziale può diventare un ostacolo. Per questo l’HUB lavora per rafforzare le competenze progettuali e rendere più accessibili i bandi anche alle organizzazioni medio-piccole. Il caso Progetto Tenda Tra i progetti accompagnati c’è LIAM - Language Inclusion of Adult Migrants, promosso da Progetto Tenda, cooperativa sociale nata nel 1999 per sostenere persone in condizioni di fragilità in percorsi di autonomia, inclusione e autodeterminazione. Il progetto, finanziato nell’ambito di Erasmus+, punta a rafforzare le competenze linguistiche delle persone migranti adulte. L’obiettivo è migliorare l’accesso al lavoro e ridurre il rischio di sfruttamento e sotto-occupazione. «La consulenza dell’HUB Progetti Europei si è rivelata particolarmente preziosa durante la fase di costruzione della candidatura. Il confronto costante con un professionista qualificato ci ha permesso di concentrarci maggiormente sulla qualità dei contenuti progettuali, sulla coerenza con il contesto nazionale e sui bisogni reali dei destinatari. Parallelamente, il supporto ricevuto ha consentito di ottimizzare i tempi di preparazione della proposta, rendendo più efficace la gestione degli aspetti formali e procedurali della candidatura», spiega Cinzia Bove, responsabile del progetto per Progetto Tenda. La cooperativa ha lavorato con partner in Italia, Irlanda e Repubblica Ceca alla definizione di una metodologia didattica condivisa, costruita a partire dall’esperienza dei diversi contesti operativi. Dalle aree interne all’Europa Un altro progetto degno di nota è Rural Connect – Empowering Territorial Leaders for Cross-Community Development, promosso da NATworking APS, associazione nata nel 2020 per valorizzare le aree rurali e interne attraverso nuovi modelli di lavoro, collaborazione e sviluppo locale. Prima del percorso con l’HUB, l’associazione non aveva mai partecipato a un progetto europeo. Rural Connect è stato finanziato da Erasmus+ con un punteggio di 98 su 100 e coinvolge partner in Spagna e Portogallo. Il progetto punta a rafforzare il ruolo di chi attiva comunità nei territori rurali e montani europei. «Il supporto dell’HUB è stato essenziale lungo tutto il percorso di candidatura. Ci ha aiutato a orientare il lavoro nella direzione più efficace e coerente con il programma Erasmus+. Fin dalle prime fasi di scrittura siamo state accompagnate in un confronto continuo sugli obiettivi, i valori e i risultati attesi del progetto: un lavoro che ha rafforzato la qualità e la coerenza della proposta», racconta Francesca Albera, responsabile di progetto di NATworking. Il progetto sui diritti ambientali C’è poi EnviRights, progetto di Vol.To ETS, Centro di Servizio per il Volontariato dell’area metropolitana torinese, finanziato nell’ambito del programma CERV. L’iniziativa riguarda la tutela dei diritti di chi si attiva per l’ambiente e coinvolge organizzazioni di Italia, Germania, Ungheria, Grecia e Francia. Il progetto lavora su libertà di espressione, informazione, riunione e associazione, con attenzione alle giovani generazioni impegnate sui temi della giustizia climatica. «L’HUB Progetti Europei per l’economia sociale ci ha accompagnato fin dalle prime fasi di ideazione, aiutandoci a trasformare un’intuizione iniziale ancora ampia in una proposta concreta, coerente con le priorità europee e centrata sull’attivismo climatico. Il supporto è stato prezioso nella costruzione dell’abstract, del partenariato internazionale e nella rilettura dell’application, con indicazioni puntuali che hanno contribuito a rendere la proposta più solida e competitiva. Il finanziamento di EnviRights è anche il risultato di questo accompagnamento qualificato e continuativo», afferma Davide Prette, responsabile di progetto di Vol.To ETS. Il sigillo per i progetti non finanziati Attraverso i progetti finanziati, l’HUB ha contribuito alla costruzione di una rete di 84 partner in 17 Paesi europei. A guidare le attività è una Cabina di Regia istituita nel 2024 e composta da Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino. Tra gli strumenti previsti c’è anche il Seal of Excellence, cioè il sigillo di eccellenza, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. È pensato per i progetti valutati positivamente, ma non finanziati dalla Commissione europea per esaurimento delle risorse disponibili. In questi casi, il contributo serve ad accompagnare lo sviluppo delle proposte e a non disperdere il lavoro già svolto. La prossima fase sarà legata al nuovo ciclo di programmazione europea. Il report segnala che i futuri bandi saranno sempre più orientati alla misurazione dei risultati e dell’impatto prodotto dai progetti. Per l’HUB, le priorità indicate sono due: accompagnare le organizzazioni già avviate verso programmi più complessi e continuare a rendere accessibili le opportunità europee anche alle realtà medio-piccole del territorio.