Torino vuole diventare la città dove fare impresa «a impatto sociale» è un vantaggio competitivo e reputazionale. E per la prima volta questo messaggio esce dai convegni, dai think tank, e finisce sui tram, sui muri, per strada. Li avrete visti, o li vedrete, i poster con cui Torino Social Impact ha deciso di lanciare una campagna pubblicitaria “vecchio stile” per far conoscere a tutti cosa vuol dire investire non solo per guadagnare, ma anche per lo sviluppo sociale di una comunità.

La svolta comunicativa della campagna

Può sembrare una mossa insolita, come però insoliti sono questi tempi. È cambiato il clima internazionale intorno all’economia di impatto. Molti big player stanno abbandonando l’idea di perseguire obiettivi come la lotta al cambiamento climatico, la parità di genere, il bilancio sociale. Sospinti dal vento trumpiano, certi temi rischiano di diventare opachi. Ma Torino Social Impact, network che raccoglie 400 realtà tra imprese, istituzioni, finanza e terzo settore, crede nel valore e nella forza di queste idee.

One Vision: la campagna urbana

La campagna – visibile a Torino dal 20 settembre al 15 novembre, mentre in parallelo scatta una promozione digitale su Torino, Milano, Bologna e Genova – si chiama One Vision. Si fonda su un’immagine manifesto: un volto dove «un occhio è truccato in chiave più classica, business. L’altro evoca la diversità e l’impegno sociale». Quello di Torino Social Impact è uno stimolo ad agire per chi ha ancora una visione non unitaria, ma alternativa ai concetti di business e social.