Restare, resistere, ricostruire. Perché “le fiamme non fermano la cultura”. Sugli striscioni, esposti dall’associazione Terramare 3000, nata nel 2003 per difendere, valorizzare e far conoscere il patrimonio della Valle del Sarno, gli imperativi sono una visione condivisa di futuro. Perché qui, a Poggiomarino, nessuno vuole tirare i remi in barca. Arrivano dunque in centinaia, malgrado il grande caldo, al Parco archeologico naturalistico di Longola, la Pompei prima di Pompei: qui è stato rinvenuto un villaggio protostorico, capanne sul fiume Sarno abitate dal 1400 al 600 a.C.

Ieri era programmato l’evento finale dell'Archeofestival: diventa soprattutto una giornata di sensibilità dal profondo significato simbolico dopo il grave incendio doloso che lo scorso 19 giugno ha devastato il sito, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. “Sì, abbiamo fortemente voluto lo svolgimento proprio per dare un segnale immediato, concreto e fermo”, sottolinea Gabriella D’Orso, commissaria prefettizia del Comune di Poggiomarino.

“Lo Stato e la comunità non si fermano davanti all'illegalità. – aggiunge - Non differire l'appuntamento rappresenta l'unica risposta per dare continuità al percorso di valorizzazione e tutela del patrimonio avviato, in piena armonia di intenti, insieme al Parco Archeologico di Pompei e alle associazioni del territorio. Si tratta – conclude - di un momento collettivo di rinascita, resilienza e legalità, a testimonianza che la tutela dei beni comuni è il presidio più alto contro ogni forma di criminalità”.